Sicurezza informatica e simulazioni di phishing ai tempi dell’AI
In questo articolo
Come funziona una simulazione di phishing e perché è decisiva contro gli attacchi basati sull’IA?
Una simulazione di phishing è un esercizio controllato di cybersecurity che misura quanto un’azienda è pronta a riconoscere, segnalare e gestire email, SMS, QR code, telefonate o landing page fraudolente. Oggi è ancora più importante perché l’intelligenza artificiale permette agli attaccanti di creare messaggi credibili, personalizzati e privi dei vecchi errori che prima dell’AI erano così evidenti.
L’obiettivo non è cogliere in fallo i dipendenti ma ridurre il rischio legato al fattore umano e migliorare la risposta agli attacchi in azienda.
Cos’è una campagna di phishing simulation
Una campagna di phishing simulation serve a testare persone, processi e controlli tecnici prima che lo facciano i criminali informatici. Funziona inviando messaggi simulati ma realistici, misurando comportamenti come:
- clic
- inserimento credenziali
- segnalazione al SOC
I risultati ottenuti guidano la strategia di formazione e vanno ad agire su remediation, policy, miglioramenti tecnici e decisioni del CISO. Una simulazione efficace deve essere continua, non punitiva, segmentata per ruolo e aggiornata ai nuovi scenari di phishing con AI.
Tutte le varianti del phishing da includere in una simulazione
Una simulazione di phishing può imitare email, SMS, telefonate, QR code, pagine di login false, allegati malevoli o richieste di pagamento fraudolente. Per un CISO, il valore non sta solo nel sapere chi clicca, ma nel misurare l’intera catena difensiva: a partire dall’awareness fino ad arrivare a segnalazione, SOC, SIEM, SOAR, MFA, policy email, risposta agli incidenti e remediation.
Simulazioni ben costruite possono includere diverse modalità, come spiegato nei paragrafi successivi.
Phishing con AI
Il phishing con AI usa l’intelligenza artificiale per creare messaggi più credibili, personalizzati e difficili da riconoscere. Gli attaccanti possono imitare tono, stile e contesto aziendale, rendendo la comunicazione molto simile a una richiesta reale.
Spear phishing
Lo spear phishing è una forma di phishing mirata. L’attaccante studia prima la vittima, raccoglie informazioni su ruolo, azienda e relazioni professionali, poi costruisce un messaggio su misura. Spesso colpisce figure C-level, manager, amministrazione e reparti con accesso a dati sensibili.
Smishing
Lo smishing è il phishing tramite SMS o messaggi su smartphone. Il testo invita l’utente a cliccare su un link, confermare dati, sbloccare un account o gestire una falsa consegna. È efficace perché arriva su un canale percepito come immediato e personale.
Vishing
Il vishing è il phishing vocale, realizzato tramite telefonate o messaggi vocali. L’attaccante può fingere di essere un tecnico IT, un operatore bancario, un fornitore o un collega e spingere la persona a condividere informazioni, codici o credenziali.
BEC – Business Email Compromise
La BEC è una frode via email che punta a ottenere denaro o informazioni finanziarie. L’attaccante può impersonare un CEO, un CFO, un fornitore o un partner e chiedere bonifici, cambi IBAN, pagamenti urgenti o invio di documenti riservati.
Ransomware
Il ransomware è un malware che blocca sistemi, file o dati aziendali e richiede un riscatto per ripristinarne l’accesso. Può partire anche da una campagna di phishing, ad esempio tramite allegati malevoli, link compromessi o credenziali sottratte.
Credential harvesting
Il credential harvesting è una tecnica usata per rubare username, password o codici di accesso. Di solito parte da un’email di phishing che porta l’utente su un portale falso, molto simile a un sito ufficiale, dove viene invitato a inserire le proprie credenziali.
QR phishing o quishing
Il quishing usa QR code malevoli per indirizzare l’utente verso siti contraffatti. Dopo la scansione, la persona può arrivare su una pagina simile, ad esempio, a un portale Microsoft 365, una banca, un corriere o un servizio aziendale, con l’obiettivo di sottrarre credenziali o dati.
Attacchi OAuth
Gli attacchi OAuth sfruttano autorizzazioni e token di accesso per prendere il controllo di account o applicazioni cloud. L’utente può essere indotto ad approvare una falsa app legittima, concedendo agli attaccanti accesso a email, file, calendario o dati aziendali.
Framework e fonti come NIST Phish Scale, ENISA, APWG, Microsoft Defender for Office 365 e IBM e GDPR aiutano a impostare governance, metriche e controlli.
DA SAPERE
Da un report APWG, nel primo trimestre 2025 sono stati osservati 1.003.924 attacchi di phishing e i settori pagamenti online e finanziario hanno rappresentato complessivamente il 30,9% degli attacchi. Questi dati mostrano perché benchmark e scenari devono essere aggiornati alle minacce reali.
Quali sono gli scenari di phishing che vanno simulati oggi
Gli scenari simulati devono riflettere le minacce attualmente in corso, e le campagne più utili includono comunicazioni che chiunque disponga di un device ha incontrato almeno una volta nella vita:
- reset password
- alert MFA
- fatture urgenti
- cambio IBAN
- documenti condivisi
- inviti calendario
- richieste HR
- consegne pacchi
- comunicazioni bancarie
- ticket IT
- QR code
Il phishing con AI rende particolarmente rischiose le comunicazioni che sembrano normali come ad esempio un messaggio gentile del “supporto”, una richiesta ordinaria da parte di un collega o un falso aggiornamento di un servizio cloud.
La regola pratica è semplice: se una tecnica è plausibile nel business reale, va testata in fase di phishing simulation.
Come comunicare correttamente una simulazione di phishing
Una phishing simulation efficace dovrebbe essere integrata in un programma formativo di cybersecurity strutturato e, mentre il management può sapere che l’organizzazione svolge simulazioni periodiche, le date, i template e i destinatari specifici devono restare nascosti per ottenere risultati aderenti alla realtà.
Gli esiti individuali devono essere accessibili solo agli owner autorizzati del programma, mentre board, HR e direzione dovrebbero ricevere dashboard aggregate. La remediation deve puntare su coaching, micro-learning e miglioramento dei processi.
Un’attività di phishing simulation tratta dati personali come nome, email aziendale, reparto, ruolo, click, timestamp, segnalazioni e stato della formazione e per essere GDPR compliance serve una valutazione del rischio in tema di privacy.

Come integrare simulazione, formazione e risposta agli incidenti? Gli scenari
La simulazione crea valore solo se alimenta un ciclo di miglioramento continuo. Dopo ogni campagna, il team security dovrebbe analizzare trend per reparto, ruolo, canale, difficoltà e comportamento: chi clicca, chi segnala, quanto tempo passa prima della prima segnalazione e quali scenari generano più compromissioni simulate.
I risultati devono aggiornare contenuti formativi, regole di filtering, playbook SOC, policy MFA, procedure di verifica fuori banda e comunicazioni interne.
GLOSSARIO
La verifica fuori banda è la procedura di sicurezza che consiste nel confermare l’autenticità di una richiesta (es. un pagamento o un cambio password) tramite un canale di comunicazione separato e indipendente rispetto a quello dove è arrivato l’avviso iniziale.
Se molti utenti cliccano ma segnalano rapidamente, il rischio è diverso rispetto a una platea di utenti che non clicca ma non segnala mai. Nel primo caso serve rafforzare il controllo tecnico ma nel secondo va costruita più fiducia nel reporting. La formazione migliore è quella di breve periodo e subito dopo l’errore. La correzione immediata dopo il clic è spesso più utile di un corso annuale obbligatorio da completare.
Quali criteri usare per progettare una campagna di phishing efficace
| Criterio di progettazione | Cosa significa | Perché è importante |
|---|---|---|
| Definire obiettivi e stakeholder | Stabilire se la campagna serve per awareness, controllo di sicurezza, validazione SOC o reporting al board | Collega la simulazione a obiettivi misurabili e a decisioni operative |
| Segmentare platea e scenari | Suddividere la platea per ruolo, reparto, esposizione, lingua e rischio business | Amministrazione, HR, IT e management hanno rischi, responsabilità e leve di attacco diverse |
| Calibrare la difficoltà del messaggio | Valutare quanto lo scenario è realistico e difficile da riconoscere, anche con metodologie come la NIST Phish Scale | Permette di leggere correttamente i risultati: molti click possono dipendere da una simulazione molto credibile |
| Variare i canali di attacco | Includere email, SMS, QR code, landing page e, dove opportuno, vishing | Il phishing oggi è multi-canale: la simulazione deve coprire i vettori più rilevanti per l’azienda |
| Testare delivery e strumenti tecnici | Verificare invio dei messaggi, landing page, report button, tracciamento e integrazione con gli strumenti di sicurezza | Garantisce dati affidabili e riduce il rischio di risultati falsati da problemi tecnici |
| Misurare KPI operativi | Monitorare click rate, credential submission rate, report rate, time-to-click, time-to-report e repeat offender rate | Trasforma la simulazione in uno strumento di misurazione del rischio |
| Prevedere feedback e remediation | Fornire micro-learning immediato e formazione mirata agli utenti o ai gruppi più esposti | Chiude il ciclo formativo e aiuta a correggere i comportamenti rischiosi con un approccio costruttivo |
| Usare dashboard aggregate | resentare a management e HR dati aggregati, limitando l’accesso agli esiti individuali | Protegge la privacy e mantiene il focus sulla riduzione del rischio |
| Gestire retention, accessi e uso dei dati | Definire prima del lancio chi può vedere i dati, per quanto tempo vengono conservati e per quali finalità | Rafforza la governance del programma e l’allineamento a GDPR e policy interne |
| Collegare i risultati a SOC, policy e hardening tecnico | Usare gli insight per migliorare incident response, regole di sicurezza, procedure e controlli tecnici | Fa sì che la simulazione produca decisioni operative e miglioramenti concreti |
| Revisionare scenari e metriche nel tempo | Aggiornare trimestralmente contenuti, KPI e cluster di rischio in base alle minacce reali | Mantiene il programma allineato all’evoluzione di phishing, smishing, vishing, quishing e attacchi con IA. |
Cosa fare se un dipendente clicca durante una simulazione o in un attacco reale di phishing
Durante una simulazione, il clic deve attivare un momento formativo immediato con suggerimenti pratici e indicazioni su come segnalare correttamente.
In un attacco reale, invece, la priorità è contenere il danno. Il dipendente deve interrompere l’interazione, non rispondere ulteriormente, non scaricare file, non inserire altri dati e segnalare subito l’evento al canale ufficiale. Se sono state inserite le credenziali, l’account email va protetto per primo, perché spesso consente reset password, accesso a servizi collegati e controllo silenzioso di molte identità digitali. Occorre cambiare password da dispositivo sicuro, verificare sessioni attive, controllare regole di inoltro sospette, abilitare o rafforzare MFA e informare il SOC. Gli utenti devono essere al corrente delle procedure prima degli incidenti.
Fonti principali: APWG Phishing Activity Trends Report Q1 2025, NIST Phish Scale User Guide
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